Second Hand Economy

L’Osservatorio 2016 Second Hand Economy condotto da DOXA per Subito svela un mercato che coinvolge il 47% della popolazione italiana che vende e acquista oggetti usati e che genera un volume di affari pari a 19 miliardi di euro, ovvero l’1,1% del PIL italiano. Tendenze, driver e valori del settore confermano il successo di questo paradigma economico e sociale che si inserisce all’interno della più ampia economia circolare.

Questa “forma di mercato rinnovata” ha un impatto rilevante in Italia anche grazie alla tecnologia, in quanto il 37% del volume d’affari, ovvero 7,1 miliardi di euro, passa attraverso l’online e permette di guadagnare fino a €900.

Il web viene scelto perché è il canale più veloce (66% – in crescita del 6% rispetto al 2015): Internet ha infatti reso la Second Hand Economy più accessibile e ampia (68%), offrendo la possibilità di trovare facilmente ciò che si cerca (58%) e di fare buoni affari (50%). I beni usati più acquistati online appartengono alle categorie sports e hobby (31%), veicoli (30%) e casa e persona (28%). Chi compra il second hand continua a farlo anno dopo anno (55%), confermando la propria scelta verso uno stile di vita smart e sostenibile, in cui i mercatini e le modalità offline stanno progressivamente lasciando il posto al digitale. Sempre più gli italiani sono dunque sensibili al tema del second hand per motivazioni economiche, ambientali e legate al proprio stile di vita: nell’ultimo anno il 56% ha infatti venduto lo stesso numero di oggetti o addirittura di più e il 59% dichiara la propria propensione futura all’acquisto di beni usati (di cui il 41% molto propensi).

Ai motori la leadership indiscussa del volume d’affari online con 5 miliardi di euro, seguiti dal mondo dell’arredamento e degli elettrodomestici (984 milioni). In questo scenario sta crescendo anche l’elettronica, con 647 milioni di euro, e sport & hobby con 465 milioni. La volontà degli italiani di acquistare e vendere compiendo una scelta consapevole (58%) stimola la crescita di questo mercato insieme al desiderio di poter cambiare e liberarsi del superfluo (42%).

“Si afferma un nuovo stile di pensiero, che possiamo definire ‘pragmatismo creativo’ tipico del consumo smart di una nuova generazione”, commenta Francesco Morace, Presidente di Future Concept Lab. “Parliamo di una generazione che trasforma tutto ciò che è usato o di seconda mano, in materia creativa da rigenerare: cambiano le aspettative, le competenze, le soddisfazioni passando dalla società del possesso alla società dell’accesso, come scrisse Jeremy Rifkin ormai dieci anni fa. Questa è una dimensione tutta ancora da esplorare di smart consumption che si libera dall’ossessione neo-pauperista della decrescita e cavalca invece la creatività personale, l’ingegno applicato, il desiderio di rinnovare a costo zero. Questa dimensione rinnovata del second hand è nata con il Web e con il Web continuerà a evolversi, utilizzando la platea virtuale e reticolare per amplificare le proprie attività, le opportunità di lavoro, il proprio pubblico e il proprio mercato di riferimento”.

*Osservatorio 2016 Second Hand Economy condotto da DOXA su un campione rappresentativo della popolazione italiana attraverso 1.001 interviste CATI (Computer Aided Telephone Interviews)

**Fonte dati online: media Audiweb Total Digital Audience 2016

Melany Libraro

CEO di Subito